E’ una piccola rivoluzione nel rapporto tra banca e cliente. D’ora in poi un Arbitro bancario finanziario (Abf) intervverrà a difesa del cliente qualora subisca comportamenti scorretti, torti o danni da parte di operatori finanziari. L’Arbitro prenderà il posto dell’Ombudsman dell’Associazione bancaria italiana e si occuperà delle controversie che riguardano le operazioni fino a 100.000 euro per le attività bancarie, come i conti correnti, i mutui, i confidi, i prestiti personali, le carte di credito (anche revolving) o la cessione del quinto. Il sistema è previsto dall’art. 128- bis del Testo Unico Bancario (TUB) ed è disciplinato dalle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia il 18 giugno 2009, in attuazione di una Deliberazione del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio del luglio 2008. In base a questo regolamento si chiarisce che le controversie sottoposte all’Arbitro possono essere presentate da tutti i clienti di banche e intermediari finanziari, senza l’assistenza di un avvocato, per questioni relative a operazioni o comportamenti avvenuti a partire dal 1° gennaio 2007. Escluse, quindi, quelle che sono state già sottoposte all’autorità giudiziaria. Inoltre, il ricorso non può più essere proposto se sono trascorsi oltre 12 mesi dalla presentazione del reclamo alla banca. Restano fuori anche le questioni riguardanti servizi e attività d’investimento (azioni, obbligazioni, derivati), che sono di competenza del sistema di conciliazione e arbitrato della Consob, così come non si può fare ricorso per leasing o factoring. Prima di rivolgersi all’Arbitro, tuttavia, il cliente deve tentare di risolvere il problema direttamente con l’istituto di credito, presentando un reclamo. La banca quindi - che ora è obbligata ad avere un ufficio reclami o comunque un addetto a questo compito - ha 30 giorni per rispondere, e se questo non succede o la risposta è insoddisfacente il cliente può allora ricorrere all’Abf attraverso il sito www.arbitrobancariofinanziario.it o nelle filiali di Bankitalia. E’ necessario, quindi, versare un contributo spese di 20 euro, che sarà poi rimborsato dalla banca se il ricorso è accolto. (A.D.R.)
Fonte:metronews.it
